Le funzioni dell’Arma dei Carabinieri nelle Rappresentanze Diplomatiche Italiane

Sessant’anni dopo il tragico eccidio di Kindu, in cui persero la vita tredici aviatori della nostra Aeronautica Militare impiegati in missione ONU, la Repubblica Democratica del Congo torna a impregnarsi di sangue italiano. 

Il terribile assalto del 22 febbraio 2021 ai danni di un convoglio del World Food Program (WFP) nella parte est del paese, in cui sono rimasti uccisi l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e il loro autista Mustapha Milambo, ha catturato l’attenzione dei media nazionali e internazionali, suscitando reazioni di sdegno davanti ad un simile orrore e di cordoglio nei confronti delle famiglie. Inoltre, il cruento episodio ha acceso l’interesse di parte dell’opinione pubblica nei confronti delle funzioni ricoperte dai due servitori dello Stato, caduti a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia, con un’attenzione particolare per il ruolo dell’Arma dei Carabinieri nell’ambito della protezione dei diplomatici all’estero, incarico poco noto ai più̀. 

La maggior parte dei militari dell’Arma impiegati presso le nostre sedi diplomatiche sono inquadrati all’interno del Comando Carabinieri Ministero Affari Esteri, istituito il 15 settembre 1979, con funzioni di vigilanza e sicurezza a tutela di 104 ambasciate, 24 consolati e 3 rappresentanze permanenti, dove operano un totale di circa 400 unità. 

La durata dell’incarico è generalmente quadriennale e per accedervi è necessario rispondere ad un’interpellanza, in cui vengono elencati i posti vacanti, ed essere in possesso di determinati requisiti, tra cui cruciale è un buon livello di conoscenza di una lingua estera certificato dal Centro Lingue Estere dell’Arma in Roma. A questi carabinieri, se ne aggiungono poi 93 dislocati presso i 50 uffici degli addetti militari per la Difesa all’estero. 

Il computo dei militari dell’Arma in servizio presso le sedi diplomatiche italiane all’estero, comprende 150 ulteriori unità, in quanto nei paesi a più alto rischio un’ulteriore forma di protezione è garantita a favore degli ambasciatori e dei funzionari diplomatici, ai quali viene fornito un servizio di scorta da parte di carabinieri meglio addestrati ed equipaggiati, come nel caso di Iacovacci. 

Questi ultimi, a differenza dei carabinieri impiegati nelle normali funzioni di vigilanza e sicurezza, provengono esclusivamente da reparti d’élite con severe prove fisiche d’accesso, quali il XIII Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia” (a cui apparteneva proprio Vittorio Iacovacci) e il I Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, nonché́ in maniera residuale il VII Reggimento Carabinieri “Trentino-Alto Adige”, tutti inseriti all’interno della II Brigata mobile Carabinieri. In questo caso la selezione risulta più dura, dal momento che oltre ai normali requisiti richiesti l’appartenenza ad uno di questi reparti non è sufficiente, ma è necessario anche aver terminato con successo il corso scorte, tenuto a Livorno dai militari del Gruppo Intervento Speciale (GIS), punta di diamante dell’Arma dei Carabinieri, i cui appartenenti devono aver precedentemente prestato servizio presso il Reggimento “Tuscania” per almeno 3 anni. 

Per ricoprire questo incarico è difatti necessario un addestramento specifico finalizzato a saper far fronte a potenziali situazioni ad alto coefficiente di pericolosità̀, come un conflitto a fuoco. Anche in ragione delle diverse mansioni, la durata dell’impiego è ridotta a soli 6 mesi, periodo ben più corto dei tradizionali 4 anni, e i carabinieri in questione sono dotati di attrezzature militari più sofisticate. 

Con questo articolo, voglio rendere omaggio a nome della nostra associazione all’ambasciatore Luca Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovacci e a tutti coloro che sono morti servendo lo Stato Italiano, con incarichi civili e militari, lontani dalla propria terra natale, nonché all’autista Mustapha Milambo, che ha perso la propria vita mentre accompagnava i nostri connazionali durante una giornata dedicata ad un programma di alimentazione scolastica. 

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