Coronavirus: gli aiuti all’Italia

Cina

Nel clima di massima incertezza percepito in Italia e in Europa nei giorni precedenti al picco epidemico, il 13 marzo la Cina è stato il primo Paese[1] ad inviare un team di medici e un carico di materiale sanitario all’Italia. Da allora, ingenti quantità di attrezzature mediche e mascherine sono state trasportate in Italia da Beijing.

Con il suo operato, la Cina ha rafforzato l’immagine di un’Europa assente nel momento del bisogno e ha inasprito le tensioni causate dall’iniziale inazione e mancanza di solidarietà. All’inizio di marzo infatti, diversi Stati membri dell’UE, tra cui Germania e Francia, temendo un aumento interno dei contagi, hanno bloccato l’esportazione di mascherine chirurgiche e altre attrezzature vitali verso altri membri di quello che dovrebbe essere un mercato unico.

© Russian Defence Ministry/Alexey Ereshko/Handout via REUTERS

Parlando di “aiuti” da parte della Cina non è chiara la natura di queste transazioni: si tratta di donazioni o di acquisti da parte del governo italiano? Un carico di materiale medico è stato effettivamente donato alla Croce Rossa Italiana, ma è stato seguito da ingenti commesse da parte dell’Italia. Infatti, quello della Cina è stato un intervento di carattere primariamente commerciale, scaturito da un accordo tra i ministri degli Esteri dei rispettivi paesi.[2]

Un comunicato stampa della Commissione Europea[3] contribuisce a fare chiarezza sulle dinamiche delle donazioni cinesi: il testo afferma che a seguito di un accordo raggiunto tra la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il premier Li Keqiang il mese scorso, una donazione di dispositivi di protezione dalla Cina all’Unione europea è arrivata a Roma il 6 aprile. Il materiale, originariamente destinato all’Unione Europea, è stato trasferito in Italia dal Centro di coordinamento di risposta alle emergenze (ERCC), parte del Meccanismo europeo di Protezione Civile. Questo è il motivo principale per cui la Cina risulta attualmente la prima per numero di donazioni[4].

La presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ringraziando per gli aiuti ha tenuto a specificare come la Cina non abbia dimenticato che quando era l’epicentro del virus, l’UE l’ha aiutata, riferendosi a 56 tonnellate di materiale medico donato dall’Unione in Febbraio. Linea sostenuta anche del Cancelliere tedesco Angela Merkel che ha affermato: “Quello che vediamo qui è reciprocità”, come a voler liquidare l’idea di un’ indiscriminata solidarietà cinese. Joseph Borrel, Alto Rappresentate per gli affari esteri UE, ha affermato in una nota: “In questa battaglia globale di narrazioni, la Cina sta facendo passare in modo aggressivo il messaggio che, a differenza degli Stati Uniti, è un partner responsabile e affidabile”[5].

Gli sforzi sempre più manifesti di Beijing nell’espandere la sua strategia di soft power sono stati interpretati da alcuni analisti come un tentativo di posizionarsi come leader globale, approfittando della relativa assenza della leadership americana, mentre Washington lotta contro la propria epidemia di COVID-19. Da un altro punto di vista, gli sforzi negli aiuti umanitari internazionali possono essere interpretati come presa di coscienza legata alla responsabilità del governo nell’aver gestito male e tentato di coprire la diffusione del coronavirus.

Russia

Un altro grande protagonista nell’attuale scenario è la Russia, che proprio come la Cina nelle settimane precedenti, ha agito in un momento iniziale caratterizzato da disordine e incertezza all’interno dell’UE. Il primo dei 9 aerei cargo IL76 destinati all’Italia è atterrato la sera del 22 Marzo e gli arrivi continueranno fino al 19 Aprile. La fornitura riguarda diverse decine di ventilatori polmonari, qualche migliaio di mascherine e tute di protezione per il personale medico italiano, insieme a otto squadre con dieci medici esperti in virologia ed epidemiologia parte della Difesa russa.[6] Pur fornendo ai soldati russi scorte militari per assicurarsi che non si muovessero da soli, il governo italiano ha ringraziato profusamente Putin[7].

© Russian Defence Ministry/Alexey Ereshko/Handout via REUTERS

Tuttavia, una parte significativa del contingente russo è costituita da specialisti nella decontaminazione della guerra biologica, di scarsa utilità nell’attuale pandemia. Ciò ha sollevato il dubbio che la missione di aiuto russa potesse avere ridotti margini di efficacia e fosse in realtà mossa da motivi di intelligence. Quando in un’inchiesta condotta da La Stampa si sono definite “inutili nell’80%” le forniture portate nel nostro paese, la risposta risentita e intimidatoria del portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov è stata interpretata da molti come una seria minaccia alla libertà di stampa.

Nel contempo in Russia, la strategia adottata dal Cremlino sta incontrando sempre maggiore resistenza da parte della popolazione. Le decisioni prese da Putin hanno, fino ad ora, portato il paese ad arrivare vicino al picco dei contagi in un clima di grande incertezza. Si contesta che le misure restrittive siano state applicate con grosso ritardo: infatti solo da metà marzo sono state chiuse le scuole, alcune tipologie di imprese e limitati i viaggi aerei, consentendo comunque la libera circolazione. Nonostante ora il Cremlino abbia predisposto misure più severe, la cui violazione comporta fino a 7 anni di carcere, alcuni esperti temono che sia comunque troppo tardi per evitare un catastrofico numero di contagi[8].  Inoltre il fatto che si continui ad inviare materiale medico all’estero, nonostante la situazione si stia aggravando in Russia, mette in luce come si antepongano le strategie di politica estera alla salute pubblica.

Nei paesi occidentali si teme che la Russia, così come la Cina, non si lasceranno sfuggire l’occasione fornita dalla pandemia per tentare di ridisegnare l’ordine mondiale in loro favore. Gli aiuti a paesi come l’Italia vengono interpretati in termini di crediti geopolitici per un futuro che si prepara inevitabilmente ad una nuova guerra economica.

In questo scenario, la facciata generosa e solidale servirebbe a coprire un’aggressiva strategia commerciale, forte dell’attuale debolezza economica dei paesi a cui viene prestato soccorso. In Italia per limitare l’esposizione delle imprese a questo rischio, è stata ampliata la golden power ad alcuni settori e alle PMI, conferendo al governo il potere di fermare acquisizioni e scalate straniere anche nel settore sanitario[9].

Quali sono le aspettative per l’Europa in questo scenario in costante evoluzione?
A Bruxelles si tenta con cautela di ristabilire un’immagine di positiva cooperazione. Dalla seconda metà di marzo diversi Paesi fra cui Francia, Germania e Austria hanno consegnato ingenti quantità di materiale sanitario ai paesi più colpiti, prima fra tutti l’Italia. Eppure tutto ciò sembra aver fatto ben poco per alterare la percezione di molti italiani che il proprio Paese sia stato abbandonato nel momento del bisogno.

Un sondaggio condotto in marzo ha mostrato che l’88% degli italiani ritiene che l’Europa non sia stata d’aiuto nella lotta dell’Italia al COVID-19, e il 67% degli intervistati ha affermato che l’adesione dell’Italia all’UE è uno “svantaggio”[10].

L’accordo sul MES raggiunto dall’Eurogruppo il 9 Aprile non prevede alcuna condizionalità sulle spese sanitarie, ma le spese per la ricostruzione del tessuto economico rimarranno nel quadro di sorveglianza fiscale europeo. Il decennio di austerità e crescita lenta successivo alla crisi del debito sovrano ha fatto maturare sentimenti euroscettici, ravvivati oggi dalla prospettiva di una nuova recessione senza solidarietà da parte dell’UE.

Negli ultimi dieci anni l’Europa ha affrontato pesanti crisi economiche, l’emergenza migratoria e la Brexit, difficoltà da cui la stabilità comunitaria è uscita sempre più indebolita. Alle luce delle nuove dinamiche internazionali, che vedono players come Cina e Russia letteralmente sul territorio europeo, quanto delicato è effettivamente diventato l’equilibrio dell’Unione?

(Elena Zaccheroni)

[1] https://www.ilsole24ore.com/art/arrivato-cargo-cina-ventilatori-polmonari-mascherine-e-9-medici-ADzEw5C

[2] https://formiche.net/2020/03/mistero-dei-doni-cinesi-allitalia/

[3]https://www.ecfr.eu/article/commentary_whatever_it_takes_italy_and_covid_19_crisis?mod=article_inline

[4] https://www.panorama.it/news/cronaca/chi-ha-donato-piu-mascherine-allitalia

[5] In Italy, China Is Sending Aid While Waging Information …foreignpolicy.com › 2020/03/31 › china-isnt-helping-italy-its-waging…

[6] https://formiche.net/2020/03/russia-putin-aiuti-mistero/

[7] Viruspolitik at Play as Moscow Sends Soldiers to Help Italy …www.wsj.com › World › Europe

[8]Russia’s coronavirus outbreak and its challenge to Putin … – Voxwww.vox.com › coronavirus-russia-vladimir-putin-moscow-cases

[9]Cresce il pressing sul governo. Conte: protegga i nostri gruppi …www.ilgiornale.it › news › politica › cresce-pressin…

[10]https://www.wsj.com/articles/coronavirus-reopens-europes-old-division-11586386729?mod=searchresults&page=1&pos=3

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