Nuove elezioni ad Istanbul, nuovi dazi in Cina: le notizie della settimana

Europa

Montenegro
Due uomini russi, probabilmente ufficiali dell’intelligence, sono stati condannati rispettivamente a 14 e 15 anni di carcere da un tribunale montenegrino, insieme ad altri due politici pro-Russia per il ruolo che hanno ricoperto nel colpo di Stato fallito nel 2016, che aveva il compito di fermare il Paese dall’imminente entrata nella NATO. Insieme a loro quattro, altre dieci persone sono state incarcerate. (EUobserver)

Austria
La recente proposta di abolire il diritto di veto per ogni Paese membro dell’UE in materia di politica estera da parte del premier Sebastian Kurz è stata opposta dal suo stesso ministro degli Esteri Karin Kneissl, denotando una spaccatura all’interno dell’OVP, partito al governo del Paese.
Il dibattito è nato durante una discussione sulla soluzione dei due Stati in terra palestinese all’ONU, dove il rappresentante all’ONU finlandese ha parlato a protezione dello Stato palestinese, rivolgendosi “a nome dell’Unione Europea” e richiamando una decisione presa la settimana scorsa dalla UE che l’Ungheria aveva tuttavia contrastato, contrasto che è stato ignorato e supportato da Paesi quali Germania e Francia causando proteste da parte dell’Ungheria.

Bruxelles
Bruxelles ospiterà la prossima settimana un incontro con ufficiali dal Burkina Faso, Chad, Mali, Mauritania e Niger, che incontreranno i ministri degli Esteri e Difesa dei rispettivi Stati europei, in seguito a un aumento senza precedenti degli attacchi armati nei Paesi, come è stato dichiarato dalle Nazioni Unite.
I Paesi sopracitati fanno parte del cosiddetto G5 Sahel Joint Force, un’operazione pan-militare lanciata nel 2014 con l’obiettivo di sconfiggere le milizie armate.
Negli ultimi anni il numero di forze dispiegate nel Sahel ha toccato le 430 000 truppe, insieme a 100 000 rifugiati. L’Unione Europea ha finanziato il G5 con un investimento da 50 milioni di euro. (EUobserver)

Germania
Nonostante le insistenti voci che vorrebbero Angela Merkel abbandonare la sua posizione da Cancelliere prima del 2021, anche in luce della differente guida del suo partito, il CDU, Annegret Kramp-Karrenbauer (detta AKK), quest’ultima ha sottolineato che verranno rispettati i tempi naturali del suo mandato, che terminerà nel 2021.
Il CDU si sta preparando alle elezioni europee dopo aver perso 3 punti percentuali rispetto alle elezioni generali del 2017, che li hanno comunque visti in testa ai risultati elettorali con il 30% dei voti. (Deutsche Welle)

Romania
Il 26 maggio i cittadini rumeni voteranno in un nuovo referendum consultivo riguardante la lotta anti-corruzione svolta dal Direttorato Nazionale Anti-corruzione (DNA), il quale è stata una vera e propria mina vagante nella vita politica del Paese negli ultimi anni, arrestando numerosi magistrati e politici fino ad arrivare ai leader ed ex premier Liviu Dragnea e Petru Luhan.
Il referendum riguarderà per l’appunto l’approvazione da parte del popolo rumeno delle nuove misure penali adottate dal Parlamento Rumeno il 24 aprile, le quali hanno tentato di chiudere numerose investigazioni verso importanti figure politiche del Paese tramite una riduzione delle sentenze per determinati reati, compresa la negligenza sul luogo di lavoro. Inoltre, il referendum consultivo porrà ai cittadini rumeni la domanda sulla giustizia di una norma che prevede che l’esecutivo, dopo aver dichiarato una situazione di emergenza, possa produrre norme senza richiedere l’autorizzazione del Parlamento. (EUobserver)

Lituania
Le elezioni presidenziali in Lituania, che partivano da una corsa a tre praticamente a pari tra Saulius Skvernelis, premier uscente, Gitanas Nauseda, economista, e Ingrida Simontye, ex ministro delle finanze, hanno visto l’uscita del primo candidato, ovvero il premier uscente, al primo round delle elezioni presidenziali.
In passato, Skvernelis aveva annunciato che si sarebbe dimesso se non fosse riuscito a superare il primo round. (EUobserver)

Gran Bretagna
La premier Theresa May ha annunciato che il Parlamento britannico terrà un altro voto sull’approvazione del piano di uscita dall’Unione Europea prima delle elezioni europee di fine mese. Intanto, il partito laburista ha inserito nel proprio programma, da presentare sempre per le stesse elezioni, la possibilità di un nuovo referendum per la Brexit, nel caso in cui la situazione non venga risolta con un nuovo accordo o nuove elezioni generali.

(Marcello Gradassi)

Russia

La settimana scorsa la Russia e il Giappone hanno tenuto dei colloqui bilaterali tra diplomatici di entrambi i paesi. Si è parlato delle isole contese al largo della costa settentrionale del Giappone. Questa disputa territoriale iniziò quando, durante gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, le truppe sovietiche occuparono le isole giapponesi. Ormai le isole sono abitate da russi, ma il Giappone ritiene che siano ancora sotto il loro controllo. I colloqui non hanno portato a nessuna risoluzione. Il segretario degli Esteri Lavrov ha detto che “rimangono ancora grandi differenze” tra le  posizioni dei due Paesi, nonostante si siano già tenuti vari cicli di colloqui negli ultimi anni.
Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha annullato la sua visita a Mosca prevista per questa settimana, ma invece si incontrerà con Putin e Lavrov a Sochi la prossima settimana. Pompeo discuterà le “azioni aggressive e destabilizzanti” che Mosca ha intrapreso in tutto il mondo negli ultimi mesi, parlando del coinvolgimento russo in Venezuela e Siria e anche della violazione del trattato sulle forze nucleari a medio raggio (IFR).

La Russia è stata anche la scena di un incidente aereo dove 41 persone hanno perso la vita. Il volo Aeroflot 1492 e stato colpito da un fulmine poco dopo il decollo ed è stato costretto a fare un atterraggio di emergenza dove poi si scatenò un incendio. L’agenzia del trasporto aereo russo ha deciso di non tenere a terra la flotta dei Sukhoi Superjet-100, ma ha deciso avviare un’indagine sulla causa dell’incidente.

(Emilio Alberini)

Turchia

L’instabilità politica in Turchia sta crescendo con la decisione di formulare nuove elezioni municipali ad Istanbul. Molte nazioni del globo hanno condiviso le proprie preoccupazioni a riguardo, dato che non c’è ragione di svolgerle, oltre all’insoddisfazione del presidente Erdogan con i risultati, che hanno visto la sconfitta del suo partito, AKP; la notizia ha colpito duramente la Lira turca.
L’UE sta inviando una commissione ad Istanbul per monitorare queste elezioni straordinarie. I sondaggi mostrano che non ci sarà differenza a favore dell’AKP, ma al contrario sembra che il rivale politico Immamoglu avrà ancora maggiore successo a questa nuova tornata. La rabbia della popolazione verso l’AKP è alta, dato il deprezzamento della Lira e la forte inflazione, specialmente quella del cibo, che è salita negli scorsi mesi, facendo rapidamente crescere i prezzi, i quali costituiscono il principale problema della popolazione turca in questi giorni.

(Guney Kaya)

America

USA
Continua la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, parallelamente ai negoziati tra le due delegazioni, guidate l’ultima settimana dal premier cinese Li Keqiang e dal Segretario del Tesoro americano Steve Mnuchin. Da venerdì è scattato l’aumento dei dazi su 200 miliardi di dollari di beni importati negli U.S. dalla Cina, dal 10 al 25%, decise dal Presidente Trump dopo l’interruzione improvvisa dei negoziati avvenuta nei giorni precedenti. A detta del Presidente, i cinesi si sarebbero ritirati ad accordo ormai definito, ma Trump rimane sicuro della resilienza degli Stati Uniti alla guerra commerciale, ancor di più dopo i positivi – e inaspettati – risultati economici del primo trimestre 2019 (+3,2% GDP) che non accennano a rallentare dopo il boom del 2018. Il Presidente ha poi diffidato il corrispettivo cinese, Xi Jinping – con il quale ha affermato nuovamente di avere un rapporto positivo e amichevole – dall’imporre a sua volta ulteriori dazi sulle importazioni americane (già comunque soggette a trattenute sulla quasi totalità dell’importo, 100 miliardi su 110).  (NYTimes, BBC)

Si infiamma l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, cominciate da quando Trump ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare raggiunto dal suo predecessore Obama. Dopo l’inserimento della Guardia Rivoluzionaria Iraniana tra le organizzazioni terroristiche, i proclami iraniani sulla ripresa del programma nucleare e l’inasprimento delle sanzioni economiche, sul finire della scorsa settimana Washington ha schierato alcuni bombardieri B-52 Superfortress nella base americana in Qatar. La decisione dimostra il tentativo da parte degli Stati Uniti di intimidire l’Iran e dissuadere qualsiasi azione militare che possa colpire forze americane o alleate di stanza in Medio Oriente. (Reuters)

Lo stato americano della Georgia è diventato il quarto stato dopo Kentucky, Mississippi e Ohio, tutti guidati da maggioranze repubblicane, ad approvare e rendere esecutivo il cosiddetto “heartbeat bill”, una legge che limita le possibilità di abortire fino all’individuazione del battito cardiaco del feto, ossia circa alle prime 6 settimane di gravidanza, prima che la maggior parte delle donne ne venga a conoscenza. La decisione andrebbe a ribaltare la storica sentenza Roe vs. Wade che dal 1973 stabilisce il diritto costituzionale di abortire. Il sollevamento popolare è stato immediato da parte delle donne, di qualsiasi schieramento politico, che rivendicano il loro diritto di decidere sul loro corpo. (LA Times)

Sud America

Un parlamentare argentino, Hector Olivares, è morto dopo essere stato colpito da un proiettile nella serata di giovedì 9 maggio, all’uscita del Parlamento. Insieme al politico, parte dell’Unione civile radicale (UCR), è morto anche un altro uomo che era con lui al momento dell’attentato, che è stato definito dalla polizia argentina come “premeditato”. (BBC News)

Cuba ha stretto le maglie contro la libertà di orientamento sessuale. In primo luogo, lo stato comunista ha cancellato la parata contro l’omofobia e la transfobia che doveva svolgersi a L’Havana; in seguito, dopo che gli attivisti si erano riuniti contro la decisione e per rivendicare i diritti di libertà sessuale, la polizia ha risposto violentemente, arrestando alcuni partecipanti. (BBC News, the Independent)

(Pietro Bologna)

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