L’articolo 7, Assad verso Idlib, l’incontro coreano: le notizie della settimana

Europa

La scorsa settimana è stata piuttosto tranquilla per l’Europa, nonostante si sia assistito alla storia dell’Unione Europea: per la prima volta nella sua storia, infatti, è stato attivato l’articolo 7 del Trattato di Lisbona, che dispone una serie di sanzioni verso membri dell’Unione che violano i suoi valori fondanti, e li priva temporaneamente del diritto di voto all’interno delle istituzioni europee. Vittima di queste sanzioni è l’Ungheria di Viktor Orban: tra le accuse vi sono la violazione della libertà di associazione, di espressione e di religione, la mancata indipendenza del sistema giudiziario, le criticità nel funzionamento del sistema elettorale, corruzione ed conflitto d’interessi. Il presidente Orban è stato accusato di aver utilizzato dei fondi UE stanziati per l’Ungheria per scopi personali, e di stare disturbando le voci contrarie alla sua politica tramite l’acquisizione di televisioni indipendenti, e il rallentamento di progetti riguardanti personaggi contrari al governo (come ad esempio George Soros, il quale, oltre che essere il caprio espiatorio di tutti i problemi ungheresi, è stato bloccato in un limbo giuridico che ha interrotto ogni attività della sua università). 

In secondo luogo, i risultati finali delle elezioni svedesi, nelle quali aveva fatto scalpore l’avanzata del partito di estrema destra degli Svedesi Democratici: il Partito Socialdemocratico rimane saldamente il primo del Paese con il 28% dei voti, circa 3% in meno rispetto alle scorse elezioni, seguito dal Partito dei Moderati al 20% e dagli Svedesi Democratici al 17%. Nonostante l’establishment svedese non abbia subito un tracollo pari a quello preannunciato, mantenendosi saldamente in testa, il 17% degli Svedesi Democratici costringerà i due principali partiti a cercare un governo di coalizione. 

(Marcello Gradassi)

Syria

Idlib was the most active area of this week and it seems like it will be, it is clear that Assad wants to march to Idlib. High ranking government officials and Erdogan himself threatened Assad about Idlib.

Turkey has been positioning for a long time in Idlib and lately doubled its military presence in the area. Positioned lots of tanks in the Idlib border. Turkey is doing the same tactic that US was doing against Turkey in Turkey’s operations to YPG.

Positioning its forces around border so close to rebels, this way if Assad wants to bomb the rebels, he will have to hit Turkish troops which is not the best idea these days considering a possible offensive from Turkey and US. Therefore trying to push Assad to negotiate terms in a peaceful way.

We will see what is going to happen in few weeks.

(Guney Kaya)

USA

Inchiesta Mueller – L’ inchiesta del Procuratore Speciale Robert Mueller – volta ad indagare eventuali collusioni tra l’ organizzazione elettorale di Donald Trump – ha fatto registrare uno degli sviluppi più importanti dal suo avvio: l’ex responsabile della macchina elettorale dell’attuale Presidente, Paul Manafort, ha raggiunto un esteso accordo di collaborazione con il Procuratore Speciale. Le informazioni di cui Manafort è a conoscenza rappresentano una risorsa di valore incalcolabile per l’ inchiesta, vista la posizione di responsabilità ricoperta all’ interno dell’ organizzazione. Manafort è probabilmente il più importante ex collaboratore di Trump ad aver accordato la propria collaborazione, nonché l’ unico ad aver partecipato all’ incontro alla Trump Tower del 2016, cui sarebbero stati presenti emissari russi, che costituisce uno degli eventi su cui è concentrata l’ attenzione degli inquirenti.

Corea del Nord – È programmato per questa settimana, a Pyongyang, un summit della durata di tre giorni tra il Presidente sudcoreano Moon Jae-in ed il leader nordcoreano Kim Jong Un. L’ incontro servirà a gettare le basi per un secondo meeting tra il Presidente Trump ed il suo omologo nordcoreano. Infatti, allo storico incontro di Singapore dello scorso Giugno non hanno fatto seguito significativi passi in avanti riguardo alla denuclearizzazione nordcoreana. Ci si attende che Kim Jong Un annunci dei passi concreti a breve termine, necessari per poter ottenere un secondo incontro bilaterale con il Presidente degli Stati Uniti, incontro che rappresenterebbe di per sé un’ altra vittoria diplomatica per il leader nordcoreano.

Primarie Partito Democratico – Il Governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo prosegue la sua marcia  verso il terzo mandato, superando di circa 30 punti la rivale liberal Cynthia Nixon. Questa sfida ha ricevuto una certa attenzione mediatica, visto il clamore suscitato questa estate dalla sorprendente vittoria di un’ altra outsider Democratica, la autodefinitasi democratica-socialista Alexandria Ocasio-Cortez, sempre nello Stato di New York – per delle primarie riguardanti un seggio al Congresso. È necessario tuttavia specificare che una vittoria della Nixon era ritenuta assai improbabile in questo caso, vista la solidità della posizione del suo avversario, politico di lungo corso con importanti risultati di governo e con una disponibilità di fondi infinitamente superiore.

D’ altronde, proprio per i motivi sopra elencati, anche una vittoria per pochi punti percentuali di Cuomo sarebbe stata accolta come segnale di uno spostamento a sinistra delle preferenze degli elettori newyorchesi. Nonostante ciò non si sia verificato, alcuni commentatori hanno visto un’ influenza della campagna della Nixon sul programma di Cuomo, che dopo la scesa in campo della rivale vi ha inserito alcune politiche care alla sinistra democratica, come passi verso la legalizzazione della marijuana e allargamento del diritto di voto.

Per concludere, Cuomo è largamente favorito per la vittoria finale in Novembre contro lo sfidante Repubblicano, Marcus J. Molinaro.

(Edoardo Gasparoni)

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