Riecco Orban, stop alla missione in Niger, Israele e MbS: le notizie della settimana

Il (presumibile) quarto mandato di Orban. Viktor Orban è il probabile vincitore di questa tornata elettorale, che lo ha visto dominare con la sua “democrazia illiberale”, riguadagnando i voti di un’Ungheria sempre più in controsenso rispetto all’Unione Europea.
Il politico è noto sia per le sue posizioni dure nei confronti degli immigrati siriani, sia per avere generato lo scandalo George Soros, filantropo americano-ungherese divenuto il capro espiatorio in patria per i problemi del Paese; per ulteriori informazioni sulla deriva nazionalista ungherese, The Economist propone un breve riassunto della situazione. Sul risultato delle elezioni, ci aggiorna il The Independent.

La nuova mossa di MbS. Mohammed bin Salman, erede al trono d’Arabia, nonchè de facto leader dell’Arabia Saudita, ha inaspettatamente riconosciuto il diritto di Israele di possedere una propria terra; l’annuncio è ancora più scioccante se si pensa che l’Arabia Saudita non riconosce ufficialmente lo Stato israeliano.
La mossa di MbS (così viene chiamato dai media) è vista alla luce di un peggioramento dei rapporti con l’Iran, che viene visto come la vera minaccia in Medio Oriente per gli interessi dell’Arabia Saudita. Maggiori approfondimenti su Reuters.

Stop alla missione in Niger. Nonostante fosse già stato inviato nel Paese un contingente italiano di circa 40 persone – più che altro con funzione logistica – il governo italiano, spinto da Francia e Niger, ha già fermato la missione approvata dal Parlamento a gennaio scorso.
La missione era stata organizzata dal Ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti in collaborazione con quello nigerino Kalla Moutari; tuttavia, è stata subito fermata dal Ministro dell’Interno nigerino, mentre si sospetta che la coalizione Francia-Stati Uniti-Germania abbia inciso sulla decisione di tagliare fuori il personale italiano. Maggiori approfondimenti sul Corriere della Sera.

Il nuovo corso della Difesa americana. Questo complesso reportage di War is Boring ci porta all’interno dei meccanismi che regolano l’esercito americano, impegnato in una guerra quasi ventennale nel Medio Oriente, mentre nuovi venti geopolitici spostano l’attenzione dei piani alti del Pentagono verso i veri “nemici” dell’America nei 2010s: Russia e Cina. La Difesa americana si sta interrogando e si sta muovendo per ottenere una maggiore copertura nei nuovi territori strategici, necessari per osservare ravvicinatamente i nuovi piani russo-cinesi di controllo e influenza sulla comunità internazionale.

La corsa all’oro finlandese. Non si tratta propriamente di oro, ma l’occasione che si sta aprendo alla Finlandia per ingrandire considerevolmente la propria economia è, per l’appunto, d’oro. Lo scioglimento dei ghiacci sta aprendo nuove rotte commerciali nei mari del Nord, dove si stanno registrando nuovi record per i commerci svolti dalle grandi navi che trasportano beni attraverso canali una volta ghiacciati, ma adesso ben attraversabili. La Finlandia, quindi, sta cercando di trasformarsi da nazione periferica, a nuovo polo commerciale per i transiti baltici, anche tramite nuove collaborazioni con Russia, e Cina. Maggiori informazioni su POLITICO.

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