Tillerson licenziato, il caso Selmayr, le tensioni in Gran Bretagna: le notizie della settimana

Fuori Tillerson, dentro Pompeo. Donald Trump ha annunciato via Twitter di aver licenziato il Segretario di Stato Rex Tillerson per  fare posto a Mike Pompeo, ora ex-direttore della CIA, a sua volta sostituito da Gina Haspel, prima donna a ricoprire tale carica. Era risaputo che i rapporti tra Tillerson e Trump fossero pessimi per le notevoli divergenze su importanti aspetti di politica estera quali il Trattato di Parigi o l’accordo sul nucleare con l’Iran. Come scrive il New York Times, era solo questione di tempo prima che avvenisse la sostituzione, data l’ottima intesa già riconosciuta tra Trump e Pompeo; Tillerson era stato inizialmente scelto per la sua esperienza da CEO di ExxonMobile, azienda petrolifera con importanti rapporti sia in Medio Oriente che in Russia, ma si era trovato in difficoltà a gestire la mole di lavoro diplomatico legata al suo nuovo ruolo.
Il licenziamento è solo l’ultimo dei tanti cambiamenti che stanno avvenendo all’interno della Casa Bianca: CNN riporta che circa un terzo dell’originale staff di Trump è stato sostituito nel suo primo anno di presidenza. Il Presidente è imprevedibile da questo punto di vista, dimostrandosi più volte influenzato dai suoi consiglieri: a riguardo, POLITICO tratta del prossimo membro della Casa Bianca che potrebbe ricevere il trattamento di Tillerson: il Consigliere per la Sicurezza Nazionale H.R. McMaster.

Tre grossi problemi tra Trump e Kim. Foreign Policy elenca 3 tra i molti problemi che stanno venendo discussi dopo l’apertura del presidente Trump a un dialogo con la Corea del Nord. Oltre a pure questioni geopolitiche come la location riservata all’incontro, a preoccupare è la non necessaria, secondo l’autore, apertura degli Stati Uniti verso la Corea del Nord basata su indiscrezioni portate da un membro del governo sudcoreano, e non dai collaboratori stessi di Kim Jong-Un; è facile pensare che probabilmente il risultato dell’incontro potrebbe risultare positivo solo per la Corea del Nord.

L’evoluzione del caso Selmayr. L’elezione di Martin Selmayr a Segretario Generale della Commissione Europea per opera del suo Presidente, Jean-Claude Juncker, ha aperto un vero e proprio scandalo. La successione degli eventi, riportata da Spectator, ha portato a quello che viene definito un vero e proprio “colpo di Stato”, secondo alcuni addetti ai lavori, che non criticano tanto il personaggio, giudicato comunque adatto a ricoprire l’incarico (era precedentemente stato Chief of Staff per il Presidente Juncker), quanto le modalità che lo hanno portato a divenire Segretario Generale: una pessima trasparenza e una particolare connessione tra diversi membri della sfera politica europea, spiegata dal Foglio, la quale sta alimentando le discussioni e le proteste all’interno dell’Europarlamento. Maggiori approfondimenti su Politico e Guardian.

Le tensioni tra Russia e Gran Bretagna. Dopo il tentato omicidio dell’ex spia russa Sergei Skripal avvenuto la settimana scorsa a Salisbury, il Primo Ministro britannico Theresa May ha preso drastici provvedimenti, annunciando in un discorso alla House of Commons l’intenzione di espellere 23 diplomatici russi, accusati di essere ufficiali dell’intelligence sotto copertura. Come sempre annunciato, è la più massiccia espulsione di diplomatici dalla Gran Bretagna negli ultimi 30 anni; il Primo Ministro ha inoltre attaccato il governo russo, accusandolo di essere il mandante dell’omicidio di Skripal, e di aver ordito “un’aggressione nei confronti dell’Europa stessa”.

I duri devono iniziare a giocare. Foreign Policy tratta della pericolosa ascesa del partito “Legge e Giustizia” attualmente al governo in Polonia, che sta incostituzionalmente prendendo il controllo dell’intero organo giudiziario, sostituendo la maggior parte della magistratura con sostenitori del partito; l’ultimo atto di questa escalation è stato un Libro bianco pubblicato la settimana scorsa dal governo polacco, nel quale giustifica le sue azioni. Nonostante l’Unione Europea stia già prendendo provvedimenti con l’attuazione dell’articolo 7 del Trattato di Lisbona, l’autore dell’articolo di FP chiede provvedimenti ancora più pesanti, richiamandosi alla preoccupazione che, se non debellate velocemente, le progressive rivoluzioni dell’Europa Orientale (in Polonia e Ungheria), potrebbero costituire un grande grattacapo; l’Europa ha bisogno di comportarsi più aggressivamente e combattere contro i suoi detrattori che chiedono a una maggiore sovranità nazionale.

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