Elezioni italiane, governo tedesco e pressioni cinesi: Le notizie della settimana

Election Day. Oggi si vota per l’elezione del parlamento italiano e per i governatori di Lazio e Lombardia. Ancora non sapete chi votare? Date un’occhiata al nostro speciale elezioni, dove analizziamo la politica estera dei partiti in gara. C’è tempo fino alle 23 per votare.

Grillini in stile DC. Ha fatto molto scalpore la mossa pentastellata di annunciare una squadra di governo prima di ricevere un incarico di governo. Tuttavia ciò ha permesso al pubblico di conoscere chi Di Maio nominerebbe come Ministri della Difesa ed Esteri. Sorprendentemente, entrambe le candidate sono state reclutate dal pool di professori di Link Campus University, un ateneo fondato dall’ex ministro democristiano Vincenzo Scotti.

Habemus GroKo. Dopo mesi di trattative e duri scontri interni ai si sono concluse favorevolmente le votazioni dei socialdemocratici sull’adesione a una nuova grande coalizione. Nonostante il partito ora punti a un processo di rinnovamento, coadiuvato dall’enfant terrible dei giovani socialisti Kühnert, in molti si ricordano come la stessa promessa fosse stata fatta all’indomani delle elezioni del 2013.

Cyberguerra in Germania. Membri del gruppo di hacker noto come “Fancy Bear” avrebbe penetrato la rete sicura del ministero degli esteri tedesco alla ricerca di documenti segretati. Il controspionaggio si è accorto dell’attacco già a dicembre dello scorso anno, ma ha deciso di non espellere gli intrusi dal sistema in un tentativo di ottenere ulteriori informazioni. La pubblicazione della notizia ha irritato il Verfassungsschutz (i servizi segreti interni) tanto quanto la commissione parlamentare per il controllo dei servizi segreti, che non sarebbe stata informata del grave evento.

Tamburi di guerra. L’amministrazione Trump ha annunciato misure volte a imporre pesanti tariffe sull’importazione di alluminio e acciaio, attirandosi le ire dei principali esportatori: Canada, Brasile e Unione Europea. La mossa potrebbe provocare una guerra commerciale con i paesi colpiti, intaccando di poco l’export cinese delle materie prime (il principale obiettivo dei dazi).

Come non detto. Il segretario al tesoro Mnuchin ha annunciato che l’amministrazione Trump potrebbe considerare il rientro nella Trans Pacific Partnership, un accordo di libero commercio alla base della politica americana per contenere la Cina abbandonato dall’attuale presidente. Per ora il Giappone ha tentato disperatamente di mantenere vivo il trattato, visto come alternativa a un sistema economico asiatico dominato dai cinesi.

Accordi pacifici. Questa settimana anche il presidente filippino Duterte si è mostrato più conciliante del solito, alludendo a un possibile accordo con un’azienda cinese sullo sfruttamento delle risorse naturali nelle aree contese del Mar Cinese Meridionale

“Se telefonando io sapessi dirti basta…” In passato le truppe russe hanno beneficiato della presenza di cellulari al fronte, ma quei giorni sono ormai passati. Il Ministero della Difesa ha ufficialmente bandito smartphone e telefoni “moderni” dalle strutture militari e dalle zone di guerra, provocando un’impennata nella domanda di telefoni usa-e-getta.

Lo stalker rosso. La polizia cinese avrebbe iniziato a richiedere informazioni su membri del gruppo etnico Ugihuro al di fuori dei propri confini, anche qualora possedessero una cittadinanza estera. In Cina, gli Ughiuri sono spesso accusati di supportare il terrorismo radicale islamico nell’ovest del paese. Da anni nello Xinjang è in corso un’insurrezione a bassa intensità, repressa duramente dal governo di Pechino.

“Faithful Promise Corps”, “Tornado Eagles”, “Intifada Conquest”: imitazioni cinesi di action figures degli anni 90 o gruppi armati della guerra civile in Siria? Ecco un’infografica chiarificatrice.

All the articles by Michelangelo Freyrie.

Michelangelo Freyrie

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