La politica estera di Forza Italia e Lega

Alleanze internazionali
  • Al seguito dell’elezione di Trump numerosi elogi sono pervenuti sia da FI che dalla Lega.
  • Desta particolare interesse la posizione della Lega, da una parte schierata a favore della Russia nelle principali contese con l’UE e dall’altra aperta sostenitrice del presidente Trump.
  • A livello europeo Forza Italia appartiene alla famiglia del PPE, del quale fa parte anche la cancelliera Merkel. Nonostante scontri passati, Berlusconi viene visto come contrappeso europeista della Lega e partner ideale per un governo di unità nazionale col PD.
Rapporti con la Russia
  • I governi a guida Berlusconi hanno sempre mantenuto saldi i rapporti con la Russia, in ragione dell’amicizia che legava il premier a Vladimir Putin. Rilevante è il ruolo assunto dal Cav nella crisi in Georgia, nella quale si pose da intermediario tra le istanze russe e quelle della Nato. Alcuni documenti trapelati da Wikileaks nel 2010 suggeriscono che durante la crisi gli Stati Uniti si preoccuparono dell’eccessivo equilibrio dell’Italia nel condannare l’intervento.
  • La Lega di Matteo Salvini ha sempre espresso posizioni filo-russe: oltre le visite del segretario a Mosca, secondo l’Espresso ci sarebbero rapporti stabili fra il Cremlino e il Carroccio attraverso organizzazioni quali l’associazione Russia-Lombardia e l’ultrareligioso World Congress of Families.
  • Nonostante ciò la Lega si dice intenzionata a mantenere gli Stati Uniti come “partner di riferimento” italiano. La Russia non viene considerata una minaccia militare credibile.
Difesa
  • Per queste elezioni Berlusconi si è detto pronto ad aumentare le dimensioni dei contingenti militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure”.
  • Gli esperti della coalizione di centro destra avrebbero anche verificato la fattibilità di un aumento dell’organico, un consistente aumento dello stipendio e un nuovo ciclo di promozioni per le forze armate.
  • Adeguamento alle regole NATO riguardo sul 2% del PIL in spesa militare.
  • La Lega si dice a favore di “stabilire nuove basi logistiche avanzate, mediante accordi bilaterali coi Paesi ospiti” nel Mediterraneo. A ciò si aggiunge un’agenda di protezionismo industriale (che apparentemente però non esclude la creazione di un mercato dell’industria militare europeo) e di espansioen aggressiva in mercati esteri.
  • La Lega caldeggia anche il ritorno della leva obbligatoria, più per motivi di educazione civica e sanitaria che per aumentare l’efficacia delle forze armate in patria e all’estero
Medio Oriente e terrorismo
  • Da gennaio 2009, dopo la fine dell’offensiva israeliana a Gaza il governo italiano sostiene con forza un’iniziativa di pace nella regione. Berlusconi, amico sia di Shimon Peres che di Benjamin Netanyahu, si è dichiarato in sintonia con le istanze del popolo israeliano.
  • D’altra parte, mantiene buoni i rapporti con Libia ed Egitto rispettivamente con il presidente egiziano Hosni Mubarak e il colonnello Muammar Gheddafi.
  • Il 30 agosto del 2008 e l’Italia si impegna a dare alla Libia cinque miliardi di euro di risarcimento coloniale per costruire infrastrutture con la partecipazione di imprese italiane. L’accordo porta subito i suoi frutti: il 22 luglio del 2009 l’Ansaldo riceve una commessa di 541 milioni di euro per la costruzione della ferrovia costiera tra Tunisia ed Egitto e della linea ferroviaria interna libica. Poi, durante la seguente visita a Roma di Gheddafi a giugno dello stesso anno, l’Eni sigla un contratto per lo sfruttamento dei giacimenti libici.
  • Nel 2009 sempre Berlusconi riesce a convincere Erdogan a togliere il veto sull’elezione del danese Anders Fogh Rasmussen alla guida della Nato.
  • Il Centrodestra promette anche una revisione e possibile alleggerimento della legge contro la tortura.
Immigrazione
  • La politica dei due principali partiti di centro destra è sempre stata a favore del controllo dei flussi immigratori e del respingimento dei migranti irregolari: la legge Bossi-Fini, che criminalizzò l’immigrazione clandestina fu varata da un governo di centro destra.  Le posizioni non sono molto cambiate da allora.
  • Lega (Guglielmo Picchi): “Bisogna andare a controllare i confini, aiutarli dai paesi in cui transitano e educarli al controllo delle persone, attraverso un sistema di respingimenti e identificazioni. Noi abbiamo un’idea chiara di procedere con rimpatri forzati o volontari a seconda dei casi, e questo dovrebbe riguardare circa 300 mila persone sul nostro territorio”.
  • Forza Italia (Alberto Cirio): “Bisogna ripristinare un equilibrio nel rispetto della dignità delle persone da accogliere, ma anche nel rispetto della dignità degli italiani. La protezione umanitaria non può essere riconosciuta in modo indiscriminato. I rifugiati vanno distinti dai migranti economici e per questi ultimi vanno stipulati degli accordi con i paesi di origine. Per cui blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti e rimpatrio dei clandestini, accanto a un Piano Marshall per l’Africa”.
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