La politica estera del Partito Democratico

Alleanze internazionali
  • I Governi a guida Partito Democratico hanno cercato di sottolineare l’importanza di riequilibrare gli sforzi della NATO verso un maggiore impegno sul fronte meridionale. In questo contesto si inserisce un importante risultato: la creazione del nuovo Hub per il Sud presso il JFC Naples che supporterà tutte le attività della NATO nella regione mediorientale e nordafricana. Nonostante gli impegni presi per una spesa per la difesa al 2% del PIL, il PD sostiene il bisogno di includere all’interno del target del 2% non solo l’aspetto quantitativo di spesa, ma anche la dimensione qualitativa e il contributo di ogni Paese alle missioni dell’Alleanza.
  • Si ribadisce la complementarietà tra UE e NATO, dunque con un’adeguata divisione di responsabilità tra le due organizzazioni. Tale cooperazione sarà molto rilavante nel campo della sicurezza cibernetica, nonché in tutte quelle attività di State Building che rientrano nel quadro NATO di “projecting stability”.
  • Pieno sostegno alla costruzione della difesa comune, che ha visto il primo traguardo raggiunto con l’accordo tra i Capi di Stato e di Governo sulla Cooperazione Strutturata Permanente (Pesco), lo scorso 14-15 dicembre. Il PD supporta l’idea di una piena integrazione europea, impegnandosi come Governo nell’elaborazione di un programma industriale comune per il settore della difesa e nella creazione di uno strumento finanziario che garantisca le coperture della Pesco.
  • I Governi PD hanno cercato di rafforzare il “fronte meridionale” dell’UE sia sui temi economici sia sull’immigrazione con diverse iniziative multilaterali che hanno portato allo stesso tavolo Italia – Francia – Spagna – Portogallo – Grecia – Malta – Cipro – (Slovenia e Croazia). Tale sforzo si inserisce nel tentativo del Partito Democratico di “contrastare” le posizioni più intransigenti dei Paesi dell’Est UE e del gruppo Visegrad.
  • L’Italia mostra particolare attenzione verso la regione balcanica. Il PD con il suo Governo sottolinea la necessità di rafforzare il legame euro-atlantico con i Paesi dei Balcani occidentali: in questo scenario si registra il significativo contributo italiano alla redazione del documento strategico della Commissione Europea che si pone l’obiettivo di dare concretezza alla possibilità di adesione all’UE dell’intera regione balcanica.
Russia
  • Sulle sanzioni alla Russia emerge un pieno supporto alle posizioni di Germania, Francia e alla linea dominante in UE. Tuttavia, si riscontra un maggiore dialogo rispetto ai partner europei, dimostrato anche da diverse occasioni di incontro di Renzi e Gentiloni con Putin e Lavrov. La posizione italiana sostenuta dal PD verso la Russia tende a non discostarsi rispetto ai governi passati: allineamento con UE, ma con maggiore apertura visti anche i rilevanti legami commerciali Italia-Russia.
Medio Oriente e terrorismo
  • I Governi PD si sono pienamente mossi nel solco euro-atlantico. L’Italia ha supportato la coalizione anti-Daesh a guida USA, in particolare con attività di capacity building e addestramento delle forze di sicurezza irachene. In questo contesto si inserisce il significativo dispiegamento di truppe nei pressi della diga di Mosul. Il PD continua anche a sostenere la presenza italiana in Afghanistan, seppur in una prospettiva di maggiore coinvolgimento degli alleati.
  • Israele & Palestina: negli ultimi 5 anni, in precedenza alla questione “Gerusalemme Capitale”, si è assistito ad un rilevante avvicinamento Italia-Israele. Su questo punto, si registrano in ogni caso importanti differenze di vedute all’intero del partito, con l’area di minoranza più progressista che ha cercato di spingere il PD in Parlamento verso posizioni più vicine alla Palestina. In linea generale, il PD supporta la soluzione dei due Stati con pari diritti.
  • Iran: l’Italia è pienamente allineata ai Paesi UE nel sostegno al Nuclear Deal, anche per le significative potenzialità economiche e commerciali.
  • Con il decreto-legge del 2015 l’Italia si è dotata di un rinnovato sistema antiterrorismo: sono state inserite misure più stringenti contro siti internet che fomentano e supportano attività terroristiche; è stata adeguata la legislazione per far fronte al fenomeno dei foreign fighters e dei lupi solitari; sono state introdotte norme più incisive per il contrasto alla radicalizzazione nelle carceri. Inoltre, il PD con il suo ministro della Giustizia Orlando propone la creazione di una procura europea antiterrorismo, oltre a nuove misure per l’armonizzazione delle leggi antiterrorismo all’interno dell’UE.
  • Nello stesso tempo, il PD rivendica l’efficacia dell’utilizzo delle espulsioni preventive per individui radicalizzati da parte del Ministro dell’Interno (strumento normativo utilizzato finora soltanto dall’Italia tra le principali democrazie occidentali). Per quanto concerne il lato interno ed operativo, il PD ha operato in un’ottica di rafforzamento dell’utilizzo dell’Esercito nell’operazione “Strade Sicure”, scelta che i democratici sostengono di voler proseguire nella prossima legislatura.
Immigrazione
  • La “Dottrina Minniti” rimane la linea politica del PD sull’immigrazione dall’estate 2017: con le attività di capacity building e addestramento della Guardia Costiera libica; con il pieno supporto politico e il operativo al governo di Tripoli; con il dialogo aperto con il Generale Haftar; con l’accordo con i sindaci delle città costiere in ottica anti-trafficanti; con il lavoro congiunto dell’Italia con UNHCR e OIM nei campi d’accoglienza in Libia che ha portato all’apertura dei primi corridoi umanitari per richiedenti asilo verso l’Italia, nonché a rimpatri volontari assistiti dei migranti verso i Paesi d’origine. Il PD mostra la volontà di dare continuità alla “Dottrina Minniti”, cercando nello stesso tempo un coinvolgimento di Francia, Germania, ma anche della Commissione Europea verso maggiori investimenti economici e umanitari in Africa.
  • Missione in Niger con obiettivo di: 1) lotta al traffico di esseri umani in transito verso la Libia dalla frontiera meridionale; 2) supporto alla Francia nelle attività di contrasto a gruppi jihadisti di stanza nel Sahel e di capacity building delle forze di sicurezza nigerine.
Legami Speciali
  • Si registra un significativo avvicinamento del PD e del Governo alla Francia di Macron: 1) con un pieno sostegno alla determinazione del Presidente francese di riformare l’UE; 2) con la volontà di rafforzare i legami Italia-Francia si è infatti avviato un processo di negoziazione che vedrà la firma di un “Trattato del Quirinale” sul modello Francia-Germania; 3) con la ricerca di una piena cooperazione tra i due Paesi anche sui dossier terrorismo e immigrazione, come dimostrano la missione in Niger ed il dialogo aperto sulla Libia.
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