La politica estera del Movimento 5 Stelle

Alleanze internazionali
  • Contrasto verso i trattati internazionali di libero scambio come TTIP e CETA, oltre allo smantellamento di Troika e Mes.
  • Ricerca del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni, il rispetto dell’autodeterminazione; ritiro delle truppe armate dalle missioni in Afghanistan e Niger, e in generale il Movimento si batterà nella “promozione di soluzioni pacifiche per risolvere le controversie”.
    Di Maio però ha specificato che il governo 5 Stelle potrebbe accogliere comunque delle “missioni di pace” all’estero. Inoltre la portavoce del Movimento al Parlamento Europeo Laura Agea, sembra avere avuto difficoltà ad esprimere la posizione del partito, quando venne chiamata a discutere della crisi in Catalogna, appoggiando la causa catalana ma condannando l’incostituzionalità del referendum.
  • La NATO viene vista negativamente: Di Maio ha personalmente criticato la richiesta di dedicare il 2% del PIL agli armamenti, oltre a richiede un maggior potere decisionale per il Parlamento. La NATO, secondo la riforma che viene proposta, verrebbe inoltre adeguata a un’attività difensiva, mentre vengono criticati gli stanziamenti alle basi americane su suolo italiano.
  • Il Movimento sostiene una riforma degli organi decisionali delle UN.
Russia
  • Come aveva affermato Di Maio, viene proposta la rimozione delle sanzioni verso la Russia, “inefficaci e penalizzanti le imprese italiane”, e si procederà per cooperare con il Paese: viene vista come un partner fondamentale per la sua influenza in Medio Oriente.
    Il Movimento è stato attaccato prima da Joe Biden – che in un articolo di Foreign Affairs accusava il M5S di avere avuto aiuti dal governo russo nel referendum costituzionale del 4 dicembre – e poi da Alexei Navalny che ha accusato sia M5S che Lega di avere usato teorie cospirative architettate dai media russi. La Stampa infine riporta un documento che fa riferimento a un incontro svoltosi tra la Nashi, la “Gioventù Putiniana”,  e il M5S nel 2016, nel quale ci fu uno scambio di know-how verso il partito.
  • Il Movimento ha aspramente criticato lo schieramento di soldai italiani nel contingente NATO a difesa dei paesi baltici.
Difesa
  • La spesa militare italiana viene definita “oscura” nel programma: il Movimento promuoverà un bilancio trasparente, ovvero “una rigida valutazione costi/benefici prima dell’approvazione dei piani di investimento in armamenti, con una certificazione di un’autorità pubblica predisposta”.
  • Tatiana Basilio, deputata, ha affermato che “il programma F35 è inutile e costoso”: il taglio ai sistemi di armamenti offensivi volge a favore di cybersicurezza e intelligence, il cui budget aumenterà.
  • Stop alla vendita di armi nei Paesi in guerra: attuazione dell’art. 6 paragrafo 3 dell’ATT (Arms Trade Treaty), che prevede il divieto di commercio, transito e trasferimento di armi convenzionali, come bombe o missili, verso gli Stati coinvolti in conflitti
  • Integrazione del Libro Bianco della Difesa, con una maggiore redistribuzione dei costi: 50/25/25, ovvero 50% per il personale, 25% per gli armamenti, 25% per la gestione ordinaria del dicastero. Il senatore Marton afferma: “Il punto non è non investire ma come investire”.
  • I 5 Stelle inoltre premono su un maggior riconoscimento dei diritti dei militari, in quanto la senatrice Corda afferma che “L’Italia è ultima in Europa per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti dei militari”. Inoltre, è previsto un riequilibrio tra comandanti (generali e colonnelli) e comandati (altri ufficiali, sottoufficiali e truppa), troppo sbilanciato rispetto ad altre potenze internazionali (Francia, USA, Germania).
  • Viene proposto inoltre un disarmo italiano per promuovere una pacificazione nel Mediterraneo, e una rimozione delle armi nucleari, seguendo l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,
Medio Oriente e terrorismo
  • Superamento del sistema di sicurezza piramidale, verso forme di “sicurezza partecipata”. Maggiore collaborazione tra le Forze presenti su base territoriale, creazione di organi permanenti di partnership tra pubblico e privato; Forze Municipali e Provinciali si accorperebbero in un’unica Polizia Locale, mentre generalmente i reparti di sicurezza e difesa (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria) subirebbero una riorganizzazione.
  • Sviluppo di un settore della sicurezza “nazionale e indipendente”, in particolare verso la cyber security, verso la quale verrebbero indirizzati nuovi investimenti (Angelo Tofalo, parlamentare grillino che siede nel Copasir, ha proposto uno stanziamento di 2,5 miliardi contro i 150 milioni del governo Renzi).
  • Si parla inoltre di un canale safety check da mettere a disposizione in caso di emergenza verso qualsiasi rete telefonica o Internet, e di elaborare nuove tecniche di progettazione “anti-terroristica”. Nella sua visita alla Casa Bianca, Di Maio ha anche parlato di nuovi progetti per rafforzare l’intelligence, che possano essere partnership con gli USA.
  • Revisione dei rapporti tra l’UE e il mondo arabo, i cui conflitti sono stati causati dalle “geo-strategie neocoloniali degli USA e dei loro alleati europei”; riconoscimento dello Stato di Palestina, embargo dei Paesi sospettati di finanziare, direttamente o indirettamente, il terrorismo internazionale.
 Immigrazione
  • Il M5S si impegna a un’equa ripartizione delle responsabilità tra tutti i Paesi dell’UE. Prevede il superamento del Trattato di Dublino, proponendo un meccanismo di redistribuzione dei migranti “automatico e obbligatorio”; la valutazione delle richieste d’asilo deve essere effettuata nelle ambasciate e nei consolati dei Paesi da cui si proviene.
  • Inoltre Di Maio propone una “conferenza internazionale a Roma” per discutere del problema dell’immigrazione.
Legami speciali
  • A marzo 2017 i deputati Di Stefano, Bertorotta e Petrocelli hanno visitato Argentina e Venezuela, in “missione parlamentare” (come si legge sul blog di Grillo). In Venezuela si sono incontrati con i rappresentanti del governo di Maduro, la cui impopolarità ha causato grosse critiche al M5S, dovute anche al loro silenzio quando chiamati a esprimere un’opinione sulla violazione dei diritti umani in Venezuela e della sua dittatura repressiva; non si sono presentati al Senato durante la discussione della crisi venezuelana. Il giorno successivo alla discussione è però arrivata una condanna del Movimento che ha richiesto all’ONU ispezioni per verificare lo stato dei diritti umani e della legittimità del voto delle elezioni.

Marcello Gradassi is a second-year undergraduate student of Economics and Management from Bocconi University. He closely follows European policy, but has recently developed interest in Chinese foreign policy. He’s passionate with contemporary history and American basketball, too.

Marcello Gradassi

Marcello Gradassi is a second-year undergraduate student of Economics and Management from Bocconi University. He closely follows European policy, but has recently developed interest in Chinese foreign policy. He's passionate with contemporary history and American basketball, too.

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