Il “nuovo” governo tedesco, la pacificazione coreana, lo scontro in Siria: le notizie della settimana

La pacificazione coreana. Sebbene un vero processo di pacificazione sia ancora lontano, si stanno facendo progressi, come dimostra l’incontro tra la sorella del leader nordcoreano Kim Jong Un e il presidente sudcoreano Moon Jae-In in vista dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali in corso a Pyeongchang, in Corea del Sud. La simbolica stretta di mano avvenuta tra i due, e la cooperazione svolta alla cerimonia di inaugurazione (i due Paesi hanno marciato sotto la bandiera di un’unica Corea unita) hanno creato un clima di maggiore serenità rispetto a quello che si era preannunciato in vista dell’evento.
La sorella di Kim ha anche invitato il presidente Moon per una visita a Pyongyang, capitale della Corea del Nord, in un “futuro prossimo”. Questo avvicinamento tuttavia non viene visto favorevolmente dagli Stati Uniti, i quali avevano costretto la Corea del Nord a sottostare alle pesanti sanzioni proclamate dalle Nazioni Unite, con l’obiettivo primo di eliminare la minaccia nucleare dal Paese. Tuttavia, questa potrebbe essere la maggiore azione svolta dalla Corea del Nord per creare una spaccatura tra Corea del Sud e Stati Uniti. Approfondisce Reuters.

Nuovi HQ per la NATO. La NATO ha accettato l’offerta del Ministro della Difesa tedesco von der Leyen per installare una propria nuova sede vicino alla città di Bonn, Germania. L’edificio fungerebbe da nuovo centro per pianificazione e controllo; inoltre, un’ulteriore base per la NATO verrà creata negli Stati Uniti, la quale si occuperà di sicurezza aerea e via mare.
La decisione è stata presa in vista di crescenti tensioni con la Russia, in particolare per la crescente preoccupazione (principalmente manifestata dagli Stati baltici) verso un’avanzata della Russia nei territori europei, dopo gli eventi avvenuti in Crimea e in Georgia. Conterrà principalmente contingenti tedeschi, anche se verrà utilizzata per programmare e dirigere missioni internazionali. Maggiori informazioni su Deutsche Welle.

La crisi dei migranti in Svezia. Lo Spectator scrive dei crescenti problemi in Svezia riguardanti il controllo della comunità di extracomunitari che si è creata nel Paese; la Svezia stessa, che per decenni ha aperto le sue porte ai migranti, ora si trova in difficoltà nel muoversi attorno a un ambiente pericoloso (il termine “no-go zones”, diffuso dai media occidentali, è l’esempio più lampante) creatosi per la mancanza di integrazione delle comunità di immigrati di prima e seconda generazione. Il governo svedese è quindi bloccato in una situazione in cui si trova a decidere se conviene abbandonare una politica di accoglienza diventata un simbolo per il Paese per proteggersi dall’ondata di violenze che si è registrata nelle città svedesi.

La spaccatura tra Olanda e Turchia. L’evento più forte di questa rottura tra le due parti è avvenuto lunedì scorso, giorno in cui il governo olandese ha deciso di ritirare il proprio ambasciatore dalla Turchia, che è coinciso proprio con quello in cui il presidente Erdogan viaggiava a Roma per trattare riguardo a una futura adesione all’Unione Europea. Tuttavia, le prime tensioni tra le due parti erano nate ancora a marzo, quando l’Olanda aveva impedito al Ministro degli Esteri turco di entrare nel Paese, ed Erdogan aveva definito il governo olandese “nazisti e fascisti”. Ne parla La Stampa.

La “dolorosa” coalizione tedesca. La Cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata a un accordo per formare il nuovo governo; tuttavia, non sembra avere soddisfatto lei, ne soddisferà gli elettori. La nuova coalizione tra il CDU, partito della Merkel, e i Social-Democratici, rappresenta il governo contro cui i cittadini tedeschi avevano votato contro nelle elezioni dello scorso settembre; in aggiunta, il CDU ne esce indebolito, con la perdita del proprio Ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, leader dei movimenti di austerity che avevano caratterizzato gli ultimi anni verso gli Stati debitori della Germania, come Italia e Spagna. Questo cambiamento viene accolto con favore dall’Europa, che si aspetta quindi un indebolimento della Germania a favore di un’Europa più “uniforme”, dal punto di vista del potere, trasformando in modo importante il ruolo del Paese all’interno dell’Unione Europea. Approfondisce il New York Times.

Lo scontro tra Israele e Siria/Iran. In uno scontro tra forze iraniane e israeliane avvenuto sabato scorso, un jet F-16 appartenente all’esercito di Israele è precipitato, marcando la prima perdita aerea del Paese in decenni.
Il confronto è iniziato quando un drone iraniano, secondo quanto riferito dalle autorità, ha penetrato lo spazio aereo israeliano in Siria; un caccia ha successivamente attaccato la base da cui era partito il drone, per poi venire distrutto. L’evento ha causato un attacco più massiccio di Israele verso le forze iraniane, minacciando una pericolosa escalation nel conflitto che ha creato enormi tensioni nella zona, nonostante il portavoce dell’esercito israeliano ha affermato di non ricercare nulla simile a una escalation con questo attacco, ma solo una difesa legittima. L’atto, inoltre, è stato il primo caso in cui il governo siriano sia passato dalle minacce, ai fatti.
Maggiori info su questo articolo del New York Times.

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