Pakistan, cooperazione NATO-UE, i 10 partiti da seguire nel 2018: le notizie della settimana

Pakistan. Fa discutere l’annuncio dell’amministrazione Trump di fermare gli aiuti economici e militari al Pakistan a causa del suo storico e continuo ruolo di supporto ad alcune organizzazioni terroristiche, tra cui certamente Al-Qaeda. Nonostante ciò, Foreign Policy evidenzia come Islamabad abbia tutte le carte in regola e la leva politica necessaria per non preoccuparsi troppo delle minacce statunitensi, a partire dal programma nucleare che sta sviluppando in modo sempre più repentino negli ultimi anni.

Cooperazione NATO-UE. Foreign Policy analizza i risvolti politici ed operativi della cooperazione euro-atlantica. Si cerca infatti di comprendere l’impatto della nuova PESCO sulle attività dell’Alleanza Atlantica, in particolare se venga valorizzata la complementarietà tra UE e NATO o se si vadano a creare inutili duplicazioni di capacità.

10 partiti per il 2018. Global Risk Insights individua dieci partiti politici da seguire tra Medio Oriente e Nord Africa, spiegando le motivazioni per le quali nel 2018 potrebbero risultare fondamentali all’interno degli equilibri politici del Paese di riferimento.

Le boe gialle. Tra Israele e Libano una linea di boe gialle separa le acque marittime dei due Paesi. Tra questioni burocratiche e l’alta probabilità di trovare gas e petrolio in quella zona del Mediterraneo, il rischio che le tensioni tra israeliani e libanesi possano aumentare passa anche dal ruolo dei soldati italiani dell’UNIFIL.

Le tensioni iraniane. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza in tutto l’Iran per chiedere migliori condizioni economiche e criticare il governo e l’intero establishment iraniano. Se è dal 2009 che non si vedevano rivolte simili, ciò che stupisce è la rapida diffusione dell’ondata di protesta in tutte le aree del Paese. Una rivolta senza leader e che non ha visto i riformisti scendere in strada insieme ai contestatori.

Erdogan a Parigi. Nella prima visita europea di Erdogan dopo il fallito tentato golpe del luglio 2016, il Presidente turco si è trovato in difficoltà tra le domande scomode della stampa francese sul coinvolgimento diretto di Ankara nella fornitura di armi all’ISIS e il Presidente Macron che ha ribadito come le posizioni turche siano incompatibili con la sua entrata nell’Unione Europea. Macron, che in un’analisi di Stratfor, sembra rafforzare sempre più il proprio profilo di mediatore nelle questioni mediorientali.

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