Gerusalemme, visite insolite e negoziati Brexit: le notizie della settimana

Gerusalemme. In un focus dell’ISPI vengono sintetizzate le principali motivazioni alla base della scelta di Trump su Gerusalemme capitale.

Scenari. Quali ripercussioni avrà la decisione su Gerusalemme sul quadro geopolitico mediorientale? La soluzione dei due Stati ne esce rafforzata o indebolita? Come si comporteranno i tradizionali alleati degli Stati Uniti e i sostenitori dei palestinesi? Alcuni scenari sul New York Times.

La vera minaccia. Il Premier israeliano Netanyahu ha evidentemente accolto con favore la decisione statunitense su Gerusalemme capitale. Tuttavia, in un discorso del 6 dicembre non si è pronunciato ulteriormente sulla scelta di Trump, ma si è focalizzato quasi interamente sulla vera minaccia per Israele: l’Iran. Cruciale infatti risulterà rafforzare i legami con i paesi arabi in chiave anti iraniana e lo dimostrano anche i contatti a livello di intelligence già avviati con l’Arabia Saudita nelle scorse settimane. Oggi invece (10  dicembre) il Premier israeliano parlerà proprio di Iran e Medio Oriente con il Presidente francese Macron, il leader europeo più critico verso gli ultimi sviluppi politici su Gerusalemme.

Ambiguità. Sulla questione israeliana il Presidente francese Macron è l’unico leader europeo che sembra volersi interessare direttamente del dossier Gerusalemme. Non mancando di criticare chiaramente la decisione del Presidente Trump, Macron sembra muoversi con una certa ambiguità in Medio Oriente, sfruttando il fatto di essere l’unico ad avere rapporti e contatti diretti sia con l’Arabia Saudita sia con l’Iran. Un paradigma di politica estera dove la politica dell’equidistanza e il ruolo da mediatore che si sta ritagliando in Medio Oriente sembra contrapporsi alle posizioni più nette e “tradizionali” dell’amministrazione Trump.

La mano del Cremlino. In un articolo su Foreign Affairs, l’ex Vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden ripercorre e denuncia le interferenze russe condotte nei confronti di diverse democrazie occidentali, con un accenno al caso italiano. Secondo Biden il Cremlino supporta e sponsorizza da almeno un anno le posizioni politiche e le attività di Lega e Movimento Cinque Stelle attraverso diversi canali (finanziari e propagandistici) .

Visite insolite. Dopo 65 anni un Presidente turco è tornato a visitare la Grecia. Tuttavia, nel suo viaggio ad Atene Erdogan non ha evitato di criticare i vicini ellenici, calcando la mano principalmente sugli elementi divisivi (la questione cipriota su tutti) rispetto a quelli di convergenza, con evidente imbarazzo per il Premier Tsipras e per il Presidente della Repubblica greco.

Brexit. I negoziati tra Unione Europea e Regno Unito hanno raggiunto la fase 2. E l’accordo preliminare raggiunto al termine della prima fase di negoziazioni sembra tutt’altro che favorevole al Regno Unito con la Premier May in evidente difficoltà sul piano interno. Il tentativo di preservare l’integrità del Paese pare essere prevalso nel corso delle trattative e ciò ha indebolito la posizione intransigente inglese.

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