L’evoluzione degli scenari di guerra in Siria, Libia e Nord Corea: le notizie della settimana

IL SUPPORTO CINESE IN SIRIA. Alle truppe internazionali stanziate in Siria si aggiungono 200 nuovi uomini provenienti direttamente dalla Cina, sotto richiesta della Siria stessa, che si era prodigata da mesi per promuovere un intervento cinese, al fine di liberare la roccaforte di Idlib. Cosa ha smosso il governo di Pechino è la minaccia implicita di un movimento separatista cinese che viene appoggiato dai combattenti musulmani che presidiano la roccaforte siriana. Ne parla La Stampa.

L’INTERVENTO FRANCESE IN LIBIA. In seguito allo scoop di CNN che ha rivelato l’esistenza di un mercato schiavistico in Libia, il presidente francese Macron ha dichiarato che è pronto a lanciare un’azione militare volta a liberare gli immigrati in condizioni di schiavitù. L’azione è stata appoggiata dal governo libico, ma oltre a fini etici sembrano esserci anche fini politici: gli accordi internazionali firmati con il governo libico due anni fa scadranno a metà dicembre, e la Francia sembra voler essere in pole position per mantenere l’ordine nel Paese.

IL MISSILE NORDCOREANO. La Corea del Nord ha dato nuova dimostrazione di come la sua tecnologia balistica sia in continua e veloce evoluzione con il lancio di un nuovo missile nel Pacifico, che questa volta spaventa seriamente sia gli Stati Uniti, sia il Giappone. Nonostante la Corea del Nord sembri non essere ancora stata in grado di sviluppare una tecnologia che le permetta di controllare il missile nell’atmosfera (ne parla Bloomberg), è comunque riuscita ad aumentare il raggio di azione dei suoi missili fino a minacciare la costa Est degli Stati Uniti.

IL NUOVO SCANDALO MICHAEL FLYNN. L’ex consigliere per la sicurezza nazionale americano Michael Flynn è stato accusato di aver mentito all’FBI riguardo al cosiddetto Russiagate. I documenti portati dall’FBI mostrano come le testimonianze di Flynn siano false, e di come abbia ricoperto un importante ruolo nello scandalo dello scorso febbraio; Flynn era stato accusato di aver contattato il presidente russo Putin ancora durante l’amministrazione Obama, accordandosi perché ci fossero dei cambiamenti alle sanzioni imposte dagli USA dopo l’insediamento di Trump. Ne parla il The Independent.

LO STRIKE ISRAELIANO IN SIRIA. Nella giornata di ieri (sabato 2 dicembre) due missili israeliani lanciati dal Libano sono stati intercettati dalle forze siriane, prima che essi potessero schiantarsi su una base militare in cui erano stazionate truppe iraniane e di Hezbollah vicino a Damasco, il quale era l’obiettivo prefissato secondo il governo siriano. Cosa non è ancora chiaro è lo scopo di questo attacco israeliano; sembra che la base fosse finanziata dal governo iraniano, il quale sta venendo bersagliato da Israele nel tentativo di diminuire la sua influenza nel Paese. Haaretz esprime le sue considerazioni sulla vicenda, tentando di delineare l’evoluzione dello scenario di guerra.

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