Il Libano e la trama saudita, contatti (scomodi), le interferenze russe: le notizie della settimana

Mediatore. Il Presidente francese Macron sembra essere riuscito a sbrogliare l’intricato caso che ha coinvolto il Primo Ministro dimissionario libanese Hariri, “trattenuto” da diversi giorni in Arabia Saudita. Invitandolo a Parigi prima di ritornare in Libano, Macron ha mostrato ancora una volta il suo nuovo paradigma di politica estera francese, e di cui Aleph ne ha già parlato qui.

Boomerang. Nonostante la fragilità che attanaglia il frammentato sistema istituzionale, all’indomani delle dimissioni del Primo Ministro libanese, esponenti di diverse fazioni politiche sembrano concordi nel riconoscere un’eccessiva interferenza saudita in Libano.

Mutuo interesse. La preoccupazione di Israele circa il nuovo protagonismo iraniano in Medio Oriente, e in particolare in Libano, rischia di creare nuove convergenze di necessità. In un’intervista ai media arabi, il Capo di Stato Maggiore della Difesa israeliana Gadi Eisenkot si è detto favorevole ad un’inedita cooperazione con l’Arabia Saudita in materia di intelligence, in pura ottica anti-iraniana.

Contatti. Dopo le rivelazioni sul rapporto tra Al-Qaeda ed Iran emerse dai documenti resi pubblici qualche settimana fa dalla CIA, The Atlantic cerca di ricostruire tutti i legami tra le due realtà, solo apparentemente su fronti contrapposti.

Contatti (scomodi). The Guardian rivela i contatti tra i vertici dell’intelligence inglese ed esponenti di spicco dell’establishment libico durante il regime di Gheddafi. Alcuni documenti classificati del MI6 mostrerebbero come nel corso degli anni duemila il Regno Unito sia stato solo apparentemente critico verso il regime, prestandosi invece a veri e propri “scambi di favori” con Gheddafi, compresa la neutralizzazione di parte dell’opposizione libica.

PESCO. Dopo anni di nulla di fatto sul fronte della difesa europea, 23 paesi dell’Unione hanno dichiarato la propria partecipazione ad un nuovo patto di cooperazione rafforzata in questo settore, un primo passo sostanziale verso una seppur lontana piena integrazione.

Colpo di Stato. Dopo il “presunto e smentito” colpo di Stato in Zimbabwe ad opera dell’esercito, lo storico leader Robert Mugabe ha fatto la sua prima apparizione pubblica, dimostrando i caratteri ancora poco chiari e definiti di questa vicenda.

Trolls. Vitaly Bespalov, tra le decine di trolls che lavorano nella russa Internet Research Agency, rivela i legami diretti di quest’agenzia con il Cremlino e i dettagli delle pratiche di disinformazione e interferenza in Ucraina e in altri paesi occidentali.

I cavalli di Troia. Atlantic Council approfondisce in un report le attività d’interferenza poste in essere dal Cremlino in Grecia, Spagna e Italia, evidenziando come tale protagonismo russo sia frutto di una precisa strategia di destabilizzazione del sistema politico interno dei paesi NATO.

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