L’indipendenza catalana, Fish-Kabul e Bad Rabbit: le notizie della settimana

Lessons from the Snow Revolution. Le Presidenziali russe del 2018 sono un libro già visto e scritto, tanto è sicura la vittoria di Vladimir Putin; la sua leadership sembra ancora forte, e continua ad essere visto come l’unica possibilità presente per il governo della nazione. Tuttavia l’opposizione russa è maturata dalla “Snow Revolution” delle precedenti elezioni del 2012: gli errori commessi in passato sembrano aver lasciato spazio a una visione più consapevole del proprio ruolo e delle proprie capacità. L’opposizione ha compreso le dinamiche del sistema di potere, ed è stata capace di recuperare posizioni a livello locale, sfruttando gli errori commessi da Putin e il progressivo indebolimento del nazionalismo e militarismo russo. Ne parla Aleph.

La battaglia per Fish-Kabur. La guerra in Iraq si è spostata verso la zona di Rabi’a, nella quale le truppe curde (Peshmerga) hanno ottenuto un’importante vittoria contro il governo iracheno. L’obiettivo dichiarato dal Primo Ministro Abadi è di riconquistare tutti i territori sottratti al controllo effettivo dell’Iraq e che costituiscono il fulcro del nascente Kurdistan; in questa guerra l’area di Fish-Kabur costituisce uno spartiacque fondamentale, data l’importante presenza di un oleodotto turco che rappresenta un fondamentale accesso a gas e combustibili importati dall’estero; è quindi anche strategicamente importante e ottima pedina di scambio per il Kurdistan. Haaretz ci aggiorna sull’evoluzione del conflitto in Iraq.

L’indipendenza della Catalogna. Nella seduta di venerdì 27 ottobre, il Parlamento Catalano ha dichiarato l’indipendenza dalla Spagna. Il Presidente della Catalogna Carles Puidgemont ha dichiarato “ingiusto e abusivo” l’articolo 155 della Costituzione spagnola, ignorando il governo di Madrid che aveva approvato la ratifica della sospensione dell’autonomia catalana, sciogliendo il Parlamento e destituendo Puidgemont stesso, sostituendolo con il vicepresidente spagnolo Soraya Saenz de Santamaria. La tensione politica aumenta, e nonostante l’Unione Europea non abbia ancora commentato sulla vicenda, definendola “interna alla Spagna”, altri Paesi come Francia, Inghilterra e Israele hanno supportato l’unità nazionale spagnola, che è stata invece osteggiata dal governo scozzese e sloveno.

L’accordo tra Russia e Qatar. La Russia sta aumentando la sua influenza sui Paesi del Golfo, e l’ennesimo segno di questo processo di avvicinamento è stato dato dall’accordo siglato lo scorso 25 ottobre con il Qatar, scrive Reuters. Le truppe dei due Paesi collaboreranno a livello militare, e i due governi hanno stretto un concordato riguardante rifornimenti militari e la difesa aerea.

Bad Rabbit. Computer europei e americani sono stati colpiti dall’ennesimo attacco hacker di quest’anno, questa volta a causa di Bad Rabbit, un cosiddetto “ransomware”: il software, infatti, nascosto sotto le sembianze di un aggiornamento di Adobe Flash Player (la quale proprietaria, Adobe, ha smentito alcun legame con la vicenda), è entrato in numerosi computer e server, rendendoli inutilizzabili fino al pagamento di una somma corrispondente a 275 dollari. Ne parla il Wall Street Journal.

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