Hacker, il mito dell’alleanza Ankara-Washington, recruitment: le notizie della settimana

Teste di ponte. Una vicenda lunga e complessa che vede come attore principale la società di cybersicurezza fondata da Eugene Kaspersky. Un’infrastruttura trasformata (inconsapevolmente o meno) in una testa di ponte utilizzata da hacker russi per ottenere informazioni d’intelligence su programmi e strumenti della NSA e che gli israeliani hanno portato alla luce avvisando i colleghi americani.

Tensioni. Nonostante una priva convergenza tra Erdogan e Trump, oggi gli interessi tra i due paesi appaiono distanti. Un’escalation di toni tra Ankara e Washington che rimette in discussione i rapporti tra i due principali contributori militari della NATO.

Non solo missili. L’attivismo nordcoreano è forte anche sul fronte cyber. Secondo fonti d’intelligence, hacker riconducibili alla Corea del Nord avrebbe sottratto documenti militari altamente sensibili condivisi tra Corea del Sud e Stati Uniti.

Da carnefici a martiri. In Serbia il passato sembra ormai alle spalle. Ormai sono diversi i criminali di guerra condannati alla Corte penale internazionale che oggi hanno il supporto di una larga parte della classe politica e dei mezzi d’informazione.

Recruitment. Conferenze, convegni, luoghi d’incontro tra gli accademici di tutto il mondo. Ecco dove la CIA continua a concentrare ingenti risorse economiche e materiali per reclutare insospettabili esponenti del mondo universitario.

Dal fronte orientale. Qualche mese fa un articolo aveva avanzato l’idea di una nuova alleanza “Intermarium” di paesi dell’est Europa (membri dell’Alleanza Atlantica e non) come potenziale deterrenza alla minaccia russa, in alternativa ad un’ulteriore espansione NATO che dovrebbe coinvolgerebbe l’Ucraina. Qui invece si spiega come quel tipo di coalizione eterogena possa indebolire la stessa credibilità della NATO.

Alla ricerca del dialogo. Il governo centrale di Baghdad potrebbe intervenire militarmente nel Kurdistan iracheno dopo il successo del referendum sull’indipendenza. I timori americani di un’escalation improvvisa ed il ruolo avuto dai curdi nella lotta all’ISIS potrebbero spingere verso una soluzione di compromesso.

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com