Guerra mancata, Tor e Missili: le notizie della settimana

Dal Medio Oriente al Sud-Est Asiatico, la scorsa settimana é stata ricca di avvenimenti. Mai quanto la prossima peró.

Dopo giorni di silenzio Aung San Suu Kyi condanna le violenze contro i Rohynga. Dopo giorni di silenzio il premio nobel della pace si è finalmente espressa in un discorso trasmesso dai principali canali televisivi del Myanmar. Nelle ultime settimane gli scontri fra la minoranza musulmana e le forze di sicurezza ha raggiunto livelli allarmanti, spingendo molti a interrogarsi sul silenzio dello State Counselor famosa in tutto il mondo per la propria opposizione al regime militare. Oltre all´impopolarità del gruppo con il resto del paese, Suu Kyi deve anche gestire un difficile rapporto con l´esercito e tutte le parti coinvolte nella difficile transizione democratica. Il concreto rischio di un genocidio ha tuttavia mobilitato, almeno a parole, parte della comunità internazionale rendendo un intervento pubblico della leader necessario.

Tor Ragnarok: la caduta del network anonimo? Il network Tor è da anni considerato l´ultimo canale che garantisce una connessione a internet totalmente anonima. Basato su un sistema di server gestiti in autonomia su cui é rimbalzata la connessione mascherando l´indirizzo IP dell´utente, è sia considerato una spina nel fianco dei servizi di sorveglianza che una risorsa seconda solo ai sistemi criptati ufficiali. Documenti entrati in possesso di netzpolitik.org rivelano che i servizi segreti tedeschi, il Bundesnachrichtendienst, sarebbero riusciti a creare un software capace di neutralizzare le misure di Tor. Il prototipo sarebbe stato anche condiviso con l’americana NSA.

Hezbollah, astro nascente del Medio Oriente. La guerra civile in Siria avrà anche destabilizzato l´intera regione, ma è stata una manna dal cielo per la formazione libanese. Intervenute a fianco dell´Iran a sostegno del regime di Assad, anni di operazioni ad alta intensità hanno trasformato Hezbollah in una temibile milizia sempre più simile ad un esercito, rendendo il gruppo radicale di gran lunga il più militarmente capace al di fuori di Israele. La preoccupazione di Tel Aviv che i libanesi si stiano trasformando nell´arma principale dell´arsenale iraniano rivela scenari inquietanti per il futuro.

La terza guerra del golfo. Fonti di Bloomberg vicine all´amministrazione americana sostengono che nella contesa che vede opporre l’Arabia saudita e i suoi alleati al Qatar sarebbe potuta evolversi in una rapida occupazione del piccolo paese del Golfo se non fosse stato per un intervento diretto di Trump. Ecco un nostro recap dei recenti eventi in Qatar.

La potenza russa in azione. Durante l´esercitazione Zapad nei pressi di Kaliningrad un elicottero ha erroneamente attaccato il camion di un gruppo di osservatori militari, forse a causa di un guasto nel sistema di puntamento dei missili. Il ministero della Difesa russo ha dato risposte molto confuse sull´avvenimento, sostenendo che il veicolo fosse vuoto e poi ammettendo che ci sarebbero stati tre feriti. Ecco il video dell´avvenimento.

No pasaran. Continuano le azioni del governo spagnolo per impedire lo svolgimento del referendum catalano per l’indipendenza. Oltre ad aver bloccato siti internet con il dominio .cat Madrid ha ordinato l’arresto di numerosi funzionari del governo di Barcellona. L´Unione Europea non si è per ora espressa sulla contesa, chiarendo solo che una Catalogna indipendente sarebbe da considerarsi paese terzo al di fuori della comunità europea.

La prossima settimana si preannuncia complicata:

  • 7 giorni al referendum per l’autonomia in Catalogna
  • 1 giorno al referendum per l’autonomia nel Kurdistan iracheno
  • Oggi: elezioni in Germania
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