Giochi di guerra, Foreign Fighters, Putin-Erdogan: le notizie della settimana

Il Cavallo di Troia. I giochi di guerra che preoccupano l’Alleanza Atlantica: anche se non esiste una minaccia concreta di attacco, per la Putin le manovre a est potrebbero essere l’occasione per depositare equipaggiamenti e materiali militari in Bielorussia, un cavallo di Troia.

L’esodo dei foreign fighters. Le conseguenze della perdita di terreno dell’ISIS in Siria spingono centinaia di foreign fighters verso il confine turco, con grande preoccupazione per gli apparati d’intelligence europei.

Il ritrovato feeling Putin-Erdogan. Cosa succede se il secondo contributore della NATO in termini militari compra il sistema di difesa missilistico S-400 dalla Russia? Quali implicazioni per la stabilità dell’intera regione e nei rapporti con gli alleati? Ce lo spiega Daniele Ranieri su Il Foglio.

Corea del Nord e sanzioni. Se pensiamo che gli affari di Kim Jong-Un siano circoscritti soltanto al lontano Pacifico allora ci sbagliamo di grosso. Le transazioni finanziarie tra compagnie e società dalla difficile identificazione fanno parte del sofisticato sistema di elusione delle sanzioni approntato dal regime di Pyongyang. Il tutto grazie al lavoro della complessa rete d’intelligence nordcoreana infiltrata nelle istituzioni dell’ONU in Europa e, in particolare, in Italia.

Albania e Unione Europea. In un colloquio con il quotidiano La Stampa, il neo presidente albanese Ilir Meta si sofferma sul processo di adesione dell’Albania, già membro della NATO, all’UE. La prospettiva euro-atlantica per gli altri Stati nei Balcani Occidentali potrebbe rappresentare un argine al riemergere delle tensioni etniche e alla fase di forte radicalizzazione islamica che stanno vivendo alcuni Paesi nella regione. 

Hezbollah canta vittoria. Il leader dell’Hezbollah libanese Hassan Nasrallah ha dichiarato la “vittoria” in Siria, sottolineando come rimanga ancora soltanto qualche “battaglia sparsa” in alcune province siriane contro i miliziani dell’ISIS. In un colloquio con la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei ha quindi riconfermato la solidità dell’asse che lega Hezbollah alla Siria di Bashar al-Assad e all’Iran.

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