Caschi blu, Corea del Nord, Minniti tuttofare: le notizie della settimana

Caschi Blu in Ucraina? In vista della 72esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite si riaccende il dibattito sul conflitto “congelato” nelle aree di Lugansk e Donetsk. La proposta di Putin è di schierare truppe ONU per garantire il cessate-il-fuoco negoziato nel 2015 e ripetutamente violato negli ultimi anni, e nonostante più parti in causa abbiano espresso il loro sostegno a un intervento delle Nazioni Unite, l’Ucraina si impegnerà affinché l’area di intervento riguardi l’intero territorio delle repubbliche separatiste sostenute da Mosca. Una presenza Onu sulla linea del fronte forse servirebbe ad impedire nuove escalation di violenza, ma di fatto garantirebbe una protezione indiretta ai separatisti e rafforzerebbe il loro controllo dell’est del paese.

Missili fantasma e esercitazioni. Le crescenti tensioni in Asia hanno portato la Cina a svolgere esercitazioni antimissile, pochi giorni il test nucleare nordcoreano di ciò che potrebbe essere la prima bomba a idrogeno dell’arsenale di Pyongyang. L’esercitazione avrebbe il duplice scopo di rafforzare le capacità di risposta dell’esercito di liberazione popolare in queste settimane di tensione e di segnalare risolutezza nei confronti degli Stati Uniti e della stessa Corea del Nord.

“Perché i cinesi non fanno nulla?” Perché gli ultimi tentativi sono stati fallimentari. Guido Olimpo spiega l’interessante intreccio fra politica di partito e cospirazione che lega il regime della famiglia Kim alla Cina, e di come il dittatore sia riuscito a sfruttare i conflitti all’interno della leadership della Repubblica Popolare per sopravvivere.

Il jolly di Reggio Calabria. L’incontro del ministro Minniti col generale libico Haftar, uomo forte di Tobruk e avversario dichiarato del governo di Tripoli sostenuto dall’Italia, apre non solo nuovi scenari politici, ma pone anche domande sulla confusione di deleghe nel governo Gentiloni. “Quando sei agli Interni, ma sostanzialmente hai anche l’interim agli Esteri, la delega ai Servizi, spedisci la Marina in Libia quando ti pare e comandi la Guardia Costiera.”

Cerca di ricordati dove l’hai vista l’ultima volta. Con il ritorno in grande stile delle questioni nucleari nel dibattito internazionale, è importante cercare di riprendere il filo del discorso sulla sicurezza (apparentemente) interrotto con la caduta dell’URSS. Cosa fare ad esempio se si perde una bomba atomica?

L’occhio della rete. Ormai è stato ripetuto fino alla nausea che i social media stanno cambiando il modo di condurre i conflitti. Ciò di cui però si è poco parlato è l’impatto che internet può avere nella caccia ai criminali di guerra.

Le regole di Mosca. La politica russa nei confronti dell’Europa non è un piano diabolico per dominare il continente, bensì un efficace mix di opportunismo e spregiudicatezza. Per gestire questa offensiva politica è necessario capirne le dinamiche, scrive Mark Galeotti.

 

 

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